FONTANA DELLA MARUZZA

DESCRIZIONE

Prima degli interventi di restauro, la fontana della Maruzza si trovava in uno stato di conservazione pessimo, dovuto in particolar modo allo stato d’incuria generale, aggravato dal non funzionamento dell’impianto idrico e dalla massiccia presenza di smog e polveri sottili.
L’inattività della fontana ha permesso negli anni l’accumulo di rifiuti di ogni genere all’interno della vasca, la proliferazione di muschi, licheni e il deposito di fogliame vario.
L’impianto idrico della fontana presentava evidenti problemi di malfunzionamento dovuti all’incuria del tempo e alla prolungata inattività della fontana, peggiorati dalla carenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
I danni a carico della materia lapidea hanno riguardato sia il marmo bianco di carrara che la pietra vulcanica della vasca. Il marmo bianco di carrara si presentava ricoperto da croste nere dovute agli attacchi biodeterogeni ed inoltre erano presenti pesanti strati di calcare, molto indurito e assolutamente aderente alla superficie. Il calcare costituiva di fatto un secondo strato di pietra tanto da non rendere distinguibili alcune parti della scultura.
La pietra della vasca invece si presentava ricoperta da uno strato sottile bruno rosso coerente con la parte lapidea che risulta tutt’ora abbastanza porosa. Le pareti della vasca, nei precedenti restauri, sono state trattate mediante una scialbatura a calce dura di colore chiaro e le giunzioni sono state stuccate con una resina grigia sintetica dalla consistenza gommosa e cementizia.
Il materiale lapideo della vasca si presentava altamente poroso e decoeso.

UBICAZIONE

Via Caracciolo

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

11/05/2015 –– 31/07/2015

RESTAURO

Gli interventi di restauro hanno mirato al ripristino dell’unità funzionale della fontana mediante la sostituzione delle tubature di immissione e la revisione di tutti i terminali di scarico. La sostituzione delle tubature di carico è stata effettuata grazie allo smontaggio, alla catalogazione e alla successiva messa a dimora di alcuni pezzi di marmo e pietra del basamento a forma di scoglio.
Sulle opere in marmo bianco, ovvero sullo scoglio e sulla statua a forma di lumaca, sono stati effettuati principalmente interventi di pulitura, al fine di migliorare la leggibilità e la fruizione dell’opera stessa.
Le croste nere accumulatesi col tempo a causa degli agenti atmosferici inquinanti sono state rimosse mediante diversi cicli di impacchi in polpa di cellulosa di carbonato alternati a risciacqui continui con acqua a bassa pressione. Anche gli strati emersi di calcare duro sono stati inizialmente rimossi tramite gli stessi impacchi di carbonato di ammonio mediante polpa di cellulosa, due cicli ripetuti e successivo risciacquo con acqua a bassa pressione, e successivamente con impacchi con acido acetico in polpa di cellulosa. Le diverse frattura/fessure/mancanze presenti sono state ripristinate mediante stuccature con malte a base di inerti lapidei compatibili e di colore idoneo e tutte le superfici sono state in fine trattate con impacchi localizzati per l’inibizione di attacchi biodeterogeni.
Gli interventi sulla vasca in pietra vulcanica hanno riguardato innanzitutto il consolidamento mediante riempimento inorganico delle parti decoese, al fine di garantire una maggiore resistenza ai processi di alterazione e ridare maggiore consistenza meccanica al manufatto.
I fenomeni di degrado all’interno della vasca sono stati rimossi manualmente con bisturi e microablatore, e nei casi di residui di ferro, con micro-trapano a velocità variabile. La patina di colore bruno rosso all’esterno della vasca, è stata successivamente rimossa mediante interventi di pulitura con impacchi in polpa di cellulosa con carbonato di ammonio e bicarbonato di ammonio in soluzione satura. Le superfici finali sono state trattate con un polimero paraffinico che non si altera per l’azione atmosferici e della luce del sole e che non altera il colore della pietra.

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