MONUMENTO AI
CADUTI DEL MARE

DESCRIZIONE

Il monumento ai Caduti del Mare, posto al termine della piazza Vittoria su via Caracciolo, è costituito da una colonna in marmo cipollino con venature verdi-grigie, innalzata su un basamento di marmo bianco con struttura a tempio. Alla base della colonna c’è una corona in bronzo e su un lato un’iscrizione commemorativa incisa e una targa metallica.
La colonna in marmo cipollazzo fu rinvenuta presso la porta piccola di S. Paolo in Piazza san Gaetano,  proveniente dal teatro romano di via Anticaglia; venne posizionata nel 1914 come si legge nell’iscrizione commemorativa.
La base fu costruita nel 1867 per realizzare il monumento ai caduti nella battaglia navale di Lissa e dedicata a tutti i caduti del mare.
Il manufatto presentava segni di degrado materico dovuto principalmente all’esposizione agli agenti atmosferici e ad una scarsa manutenzione. L’esposizione del monumento ai bruschi cambiamenti metereologici e climatici oltre che al continuo mutamento di microclima tipico degli ambienti esposti ad areosol marino, avevano provocato le alterazioni della materia lapidea, che presentava: fratturazioni, esfoliazioni, scagliature, deiezioni animali e croste nere del marmo nel basamento. Vi erano inoltre scritte imbrattanti, graffiti a spray acrilico, smalto sintetico, inchiostri colorati penetrati in profondità a causa dell’aumento della porosità del materiale dovuta a precedenti operazioni di pulitura condotte con mezzi meccanici aggressivi (sabbiatrici a alta pressione, levigatori a spazzola).  Alla base mancava una lastra di marmo originario di dimensioni pari a 3 mq. Le parti in leghe metalliche erano del tutto ricoperte da film di corrosione molto spesso, fenomeno legato anche alla lega che le compone che riporta un’alta percentuale di rame.

UBICAZIONE

Via Caracciolo

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

01/05/2015 –– 31/07/2015

RESTAURO

I lavori hanno previsto la pulitura delle superfici attraverso acqua desalinizzata, spugne, spruzzatori, pennelli e altri utensili meccanici per la rimozione dei depositi di materiale incoerente.
le scritte imbrattanti sono state rimosse tramite soluzioni remover in sospensioni gel, e successiva pulitura con spazzole e spruzzatori a bassa pressione. Sono stati necessari impacchi di carbonato di ammonio, EDTA, in polpa di cellulosa per la pulitura da depositi parzialmente coerenti.
Il preconsolidamento tramite somministrazione di silicato di etile a pennello, nei fenomeni di fratturazione e scagliatura e la stuccatura delle lacune di profondità con malte areate di esatta granulometria sottolivello e polvere di marmo hanno permesso di ristabilire la continuità del materiale.
Le leghe metalliche sono state trattate con impacchi di polpa di cellulosa addizionata di EDTA e successivo lavaggio per rimuovere i depositi di pulitura. Il consolidamento delle parti in materiale lapideo (marmo bianco di carrara e marmo cosidetto cipollino) è avvenuto tramite somministrazione fino a rifiuto di consolidante a base di silicato di etile, in fasi successive e distanziate da tempo di attesa adeguato al corretto assorbimento. La stuccatura delle microfratture è stata realizzata tramite malta ventilata e polvere di marmo di giusto tono e granulometria.
È stata ripristinata la scritta a incisione nella lastra marmorea di facciata mediante recupero nel solco della incisione, sottolivello e sottotono con colori a vernice.
La protezione delle parti in materiale lapideo e delle leghe metalliche è avvenuta tramite protettivi a base di polimeri di natura cerosa in tre somministrazioni ripetute.

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