MONUMENTO
ARMANDO DIAZ

DESCRIZIONE

Il Monumento ad Armando Diaz sito in rotonda Diaz, fu realizzato in onore del generale italiano e venne inaugurato il 29 maggio 1936.
Il monumento, alto circa 16 metri, risponde alla volontà di far vedere dal mare la statua equestre quale potenziale punto di riferimento verso la terraferma. E’ costituito da un podio in travertino e si eleva l’alto piedistallo a base rettangolare con in sommità la statua equestre bronzea del generale. L’opera fu realizzato su progetto del livornese Gino Cancelletti, mentre l’esecuzione della statua bronzea è del viterbese Francesco Nagni. Sulla faccia posteriore vi è uno stemma littorio di Casa Savoia che accompagna l’epigrafe: “Al Maresciallo d’Italia Armando Diaz Duca della Vittoria La Patria Riconoscente 1939. XIII.E.F.” ; sul davanti è riportato integralmente il testo del bollettino della Vittoria. Ai lati sono dei bassorilievi che sintetizzano momenti della Grande Guerra.
Il manufatto si presentava in pessimo stato di conservazione: diversi fenomeni di degrado interessavano sia il piedistallo rivestito in travertino che la statua bronzea in sommità tant’è da richiedere il montaggio dell’andito per pericolo di caduta.
L’assenza di manutenzione periodica e l’inevitabile esposizione agli agenti atmosferici nonché l’azione congiunta dell’aerosol marino, dello smog e dell’inquinamento (piogge acide), avevano determinato la formazione di macchie giallastre e croste nere soprattutto nelle zone non soggette al dilavamento delle acque. Il basamento in marmo nella parte inferiore era deturpato da numerose scritte vandaliche con penne, pennarelli, vernici spray ed incisioni. Erano evidenti inoltre, piccole fenditure, disgregazione della materia, macchie giallastre per eccesso di sali solubili e segni di precedenti interventi di pulitura con mezzi meccanici.

Dopo un attento studio del quadro fessurativo, si sono riscontrati importanti fenomeni di fessurazione in maniera simmetrica, anche di tipo passante in prossimità dei quattro cantoni in travertino alla base della statua equestre, con conseguente pericolo di distacco dei blocchi.
La causa che aveva generato tale quadro fessurativo è da ricercare nell’ossidazione delle staffe di cucitura a C in ferro che risultavano arrugginite e in molte zone esfoliate con conseguente espulsione verso l’esterno dei frammenti e/o porzioni dei blocchi di travertino. La fenomenologia sopra descritta, era localizzata non solo ai danni del basamento del monumento equestre, ma interessavano anche gli ancoraggi del basamento su cui poggia la statua (piano orizzontale e verticale) e la porzione superiore del monumento in prossimità della sommità della stele.

UBICAZIONE

Via Caracciolo

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

06/06/2016 –– 15/03/2017

RESTAURO

I lavori hanno previsto la pulitura delle superfici attraverso acqua desalinizzata, spugne, spruzzatori, pennelli e altri utensili meccanici per la rimozione dei depositi di materiale incoerente.
le scritte imbrattanti sono state rimosse tramite soluzioni remover in sospensioni gel, e successiva pulitura con spazzole e spruzzatori a bassa pressione. Sono stati necessari impacchi di carbonato di ammonio, EDTA, in polpa di cellulosa per la pulitura da depositi parzialmente coerenti.
Il preconsolidamento tramite somministrazione di silicato di etile a pennello, nei fenomeni di fratturazione e scagliatura e la stuccatura delle lacune di profondità con malte areate di esatta granulometria sottolivello e polvere di marmo hanno permesso di ristabilire la continuità del materiale.
Le leghe metalliche sono state trattate con impacchi di polpa di cellulosa addizionata di EDTA e successivo lavaggio per rimuovere i depositi di pulitura. Il consolidamento delle parti in materiale lapideo (marmo bianco di carrara e marmo cosidetto cipollino) è avvenuto tramite somministrazione fino a rifiuto di consolidante a base di silicato di etile, in fasi successive e distanziate da tempo di attesa adeguato al corretto assorbimento. La stuccatura delle microfratture è stata realizzata tramite malta ventilata e polvere di marmo di giusto tono e granulometria.
È stata ripristinata la scritta a incisione nella lastra marmorea di facciata mediante recupero nel solco della incisione, sottolivello e sottotono con colori a vernice.
La protezione delle parti in materiale lapideo e delle leghe metalliche è avvenuta tramite protettivi a base di polimeri di natura cerosa in tre somministrazioni ripetute.

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