MONUMENTO A SALVO D'ACQUISTO

DESCRIZIONE

Il monumento di Lidya Cattone dedicato al vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto, medaglia d'oro della Resistenza, prese il posto di un'altra statua, dedicata a Carlo Poerio, nel 1971 al centro di piazza Carità. Composto da una parte in marmo travertino e una parte in lega metallica ferrosa, il monumento è in mediocre stato di conservazione. I danni più evidenti sono causati dai segni delle dilavazioni sia sulla parte in ferro che su quella in marmo bianco. Altri danni sono dovuti al deterioramento della lega metallica ossidata. Sono visibili anche danni dovuti alla crescita di vegetazione alla base del monumento, sono presenti piccole fenditure, disgregazione della materia cristallina e danni antropici, scritte vandaliche e quant’altro.L’inattività della fontana ha permesso negli anni l’accumulo di rifiuti di ogni genere all’interno della vasca, la proliferazione di muschi, licheni e il deposito di fogliame vario.
L’impianto idrico della fontana presentava evidenti problemi di malfunzionamento dovuti all’incuria del tempo e alla prolungata inattività della fontana, peggiorati dalla carenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
I danni a carico della materia lapidea hanno riguardato sia il marmo bianco di carrara che la pietra vulcanica della vasca. Il marmo bianco di carrara si presentava ricoperto da croste nere dovute agli attacchi biodeterogeni ed inoltre erano presenti pesanti strati di calcare, molto indurito e assolutamente aderente alla superficie. Il calcare costituiva di fatto un secondo strato di pietra tanto da non rendere distinguibili alcune parti della scultura.
La pietra della vasca invece si presentava ricoperta da uno strato sottile bruno rosso coerente con la parte lapidea che risulta tutt’ora abbastanza porosa. Le pareti della vasca, nei precedenti restauri, sono state trattate mediante una scialbatura a calce dura di colore chiaro e le giunzioni sono state stuccate con una resina grigia sintetica dalla consistenza gommosa e cementizia.
Il materiale lapideo della vasca si presentava altamente poroso e decoeso.

UBICAZIONE

Piazza Carità

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

08/10/2019 –– 16/07/2020

RESTAURO

I lavori hanno previsto affrontato i fenomeni di degrado dell’epigrafe del basamento con la rimozione del massetto cementizio distaccato; entrambe le lastre laterali erano distaccate e in pericolo di caduta. La loro condizione di completo distacco è emersa dopo la rimozione del massetto cementizio superiore che ha consentito l’ispezione delle zanche di ancoraggio e delle parti in metallo annegate nel calcestruzzo. Le lastre, già distaccate, sono state pulite con impacchi di solvente per rimozione delle scritte e fissate con resine epossidiche, previa pulitura e trattamento dei ferri ossidati. Sulle opere in marmo bianco, ovvero sullo scoglio e sulla statua a forma di lumaca, sono stati effettuati principalmente interventi di pulitura, al fine di migliorare la leggibilità e la fruizione dell’opera stessa.
Le croste nere accumulatesi col tempo a causa degli agenti atmosferici inquinanti sono state rimosse mediante diversi cicli di impacchi in polpa di cellulosa di carbonato alternati a risciacqui continui con acqua a bassa pressione. Anche gli strati emersi di calcare duro sono stati inizialmente rimossi tramite gli stessi impacchi di carbonato di ammonio mediante polpa di cellulosa, due cicli ripetuti e successivo risciacquo con acqua a bassa pressione, e successivamente con impacchi con acido acetico in polpa di cellulosa. Le diverse frattura/fessure/mancanze presenti sono state ripristinate mediante stuccature con malte a base di inerti lapidei compatibili e di colore idoneo e tutte le superfici sono state in fine trattate con impacchi localizzati per l’inibizione di attacchi biodeterogeni.
Gli interventi sulla vasca in pietra vulcanica hanno riguardato innanzitutto il consolidamento mediante riempimento inorganico delle parti decoese, al fine di garantire una maggiore resistenza ai processi di alterazione e ridare maggiore consistenza meccanica al manufatto.
I fenomeni di degrado all’interno della vasca sono stati rimossi manualmente con bisturi e microablatore, e nei casi di residui di ferro, con micro-trapano a velocità variabile. La patina di colore bruno rosso all’esterno della vasca, è stata successivamente rimossa mediante interventi di pulitura con impacchi in polpa di cellulosa con carbonato di ammonio e bicarbonato di ammonio in soluzione satura. Le superfici finali sono state trattate con un polimero paraffinico che non si altera per l’azione atmosferici e della luce del sole e che non altera il colore della pietra.

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