OBELISCO DI PORTOSALVO

DESCRIZIONE

Il monumento si trova in via Alcide De Gasperi, adiacente la chiesa di Santa Maria di Portosalvo, ed è l’ultima guglia costruita rispetto alle altre napoletane. Eretto nel 1799 celebra la vittoria dell’esercito della Santa Fede e dunque la restaurazione borbonica dopo la breve parentesi della repubblica napoletana.
La guglia in piperno è sormontata da una croce, sui lati sono presenti bassorilievi ed epigrafi in marmo a motivo religioso, alcuni dei quali purtroppo sono andati perduti.
Infatti in origine l’obelisco recava quattro bassorilievi in marmo raffiguranti la Madonna di Portosalvo, Sant’Antonio da Padova (in ricordo del 13 giugno 1799 giorno della riconquista del Regno), San Francesco di Paola, (per voto dei Borbone) ed infine San Gennaro, (patrono della città). Ad oggi delle quattro decorazioni se ne sono conservate solo tre; anche alcuni dei medaglioni decorativi sono andati perduti.
La struttura interna è costituita, nella parte basamentale, da tufo giallo napoletano rivestito all’esterno con spesse lastre di piperno, mentre nella parte superiore, all’aumentare della snellezza del monumento, la guglia si compone di massicci blocchi di piperno impilati l’uno sull’altro e resi solidali mediante tasselli  in legno.
L’ultimo tentativo di recupero e valorizzazione della guglia di Portosalvo risale al 2004, in vista di un futuro restauro mai iniziato, viene realizzata una struttura metallica di sostegno, lasciando sia la Chiesa di Portosalvo, l’Obelisco e la Fontana della Maruzza allo stato di rovina.
All’alba dei lavori di restauro ad opera di Monumentando, la guglia era ancora ingabbiata dalla struttura metallica di sostegno e si presentava in un profondo stato di degrado, non solo delle superfici ma anche del contesto urbano, nel basso fossato che la circoscrive erano presenti rifiuti di vario genere. Le superfici erano totalmente annerite, fortemente degradate dall’azione combinata della salsedine, dell’inquinamento e dei fenomeni atmosferici. La materia era colpita da una vasta e vistosa disgregazione anche degli strati interni dei materiali.

UBICAZIONE

Via Alcide de Gasperi

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

06/06/2016 –– 18/10/2016

RESTAURO

Le indagini iniziali hanno permesso di verificare le condizioni del terreno e delle fondazioni, nonché di valutare l’azione sismica.
Uno degli obiettivi del restauro è stato quello di restituire l’unità strutturale-architettonica al monumento e ripristinarne la piena leggibilità senza alcun elemento esterno di interferenza.
Per consentire il consolidamento della struttura interna della guglia è stato necessario coordinare una delicata operazione di smontaggio dei conci pieni di piperno nella parte alta dell’obelisco, fino a raggiungere l’anima interna in tufo.
La muratura interna di pietre e blocchi di tufo giallo napoletano è stata consolidata mediante il riempimento delle zone cave e l’inserimento di ancoraggi e staffe in acciaio inossidabile, introdotti mediante perforazioni a partire da fori già presenti sui rivestimenti di piperno. L’inserimento di un’anima di acciaio all’interno del monumento per tutta la sua altezza e fino al piano fondale ha reso solidali le varie parti e ridato stabilità all’intera guglia. I conci pieni di piperno, una volta perforati per accogliere al loro interno l’anima in acciaio, sono stati impilati l’uno sull’altro e le giunture tra i blocchi riempite con malte pozzolaniche e resine per favorirne l’adesione.
Allo stesso modo, è stato necessario smontare e catalogare tutti gli elementi decorativi in marmo, al fine di garantirne sia l’accurato restauro e consolidamento che il ripristino degli ancoraggi danneggiati. Sono state inserite nuove staffe laterali in acciaio inossidabile.
Il restauro dell’Obelisco di Porto Salvo ha rappresentato un’interessante occasione di studio e approfondimento delle tipologie di degrado presenti nel contesto urbano in cui l’opera è collocata. Le diverse esposizioni all’irraggiamento solare, alle piogge e venti prevalenti, nonché allo smog per la prossimità all’incrocio su due lati, ha determinato una diversa alterazione dei materiali.
È stato necessario intervenire, in maniera differenziata e puntuale, sulle singole forme di degrado con un massiccio trattamento biocida, impacchi localizzati e puliture meccaniche, concentrandosi sul consolidamento preliminare ed in corso d’opera, della materia.

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