STELE COMMEMORATIVA A GARIBALDI

DESCRIZIONE

Sita in Corso Garibaldi, nel piazzale esterno della stazione Porta Nolana della Circumvesuviana, la Stele venne innalzata per commemorare l’ingresso a Napoli di Garibaldi con l’arrivo in treno del generale sulla linea Napoli-Portici.
La stele è a base quadrata ed è rivestita in pietra. Il materiale di rivestimento è una pietra calcarea dolomitica. Dei quattro lastroni posti alla base del monumento, uno era mancante, rendendo visibile la struttura sottostante costituita da un basamento di mattoncini di cotto. L’alta cornice a toro separa il basamento dal rivestimento decorato, il prospetto frontale porta uno stemma, dalla cornice si staglia la parte superiore rivestita con lastre lisce ed una di essa reca la scritta commemorativa.
Prima dei lavori di restauro il monumento verteva in pessimo stato di conservazione. Cinto dai cassonetti della spazzatura, automobili parcheggiate e cumuli di rifiuti, l’esposizione ad agenti atmosferici e l’incuria nel tempo ne avevano determinato le condizioni.L’inattività della fontana ha permesso negli anni l’accumulo di rifiuti di ogni genere all’interno della vasca, la proliferazione di muschi, licheni e il deposito di fogliame vario.
L’impianto idrico della fontana presentava evidenti problemi di malfunzionamento dovuti all’incuria del tempo e alla prolungata inattività della fontana, peggiorati dalla carenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
I danni a carico della materia lapidea hanno riguardato sia il marmo bianco di carrara che la pietra vulcanica della vasca. Il marmo bianco di carrara si presentava ricoperto da croste nere dovute agli attacchi biodeterogeni ed inoltre erano presenti pesanti strati di calcare, molto indurito e assolutamente aderente alla superficie. Il calcare costituiva di fatto un secondo strato di pietra tanto da non rendere distinguibili alcune parti della scultura.
La pietra della vasca invece si presentava ricoperta da uno strato sottile bruno rosso coerente con la parte lapidea che risulta tutt’ora abbastanza porosa. Le pareti della vasca, nei precedenti restauri, sono state trattate mediante una scialbatura a calce dura di colore chiaro e le giunzioni sono state stuccate con una resina grigia sintetica dalla consistenza gommosa e cementizia.
Il materiale lapideo della vasca si presentava altamente poroso e decoeso.

UBICAZIONE

Corso Garibaldi

ATTRATTIVITÀ

Media

LAVORI

16/01/2018 –– 16/07/2019

RESTAURO

La pulitura delle superfici ha consistito nella rimozione dei depositi superficiali coerenti, incrostazioni e macchie solubili. Si è proceduto con una depolveratura superficiale con pennellini morbidi e aspiratori, rimozione del guano di uccelli ed escrementi di topi con irrorazione di acqua a getto continuo, applicazione di un tensioattivo con spazzole morbide. Le parti pericolanti sono state rimosse e messe in sicurezza. La rimozione della vegetazione infestante dalla superficie è avvenuta tramite imbibizione con anti biocida infiltrato con siringhe in tutte le fessure. Le macchie bianco giallastre sono state estratte con impacchi di argilla ed acqua deionizzata, mentre per la rimozione delle croste nere si è proceduto con l’applicazione di impacchi solventi. La rimozione delle scritte vandaliche è stata realizzata con gel remover antigraffiti.
Il consolidamento ha modificato la struttura dello strato decoeso riempiendone i pori, mentre la stuccatura ha ripristinato la continuità delle superfici in presenza di fratture, fessure e mancanze.Sulle opere in marmo bianco, ovvero sullo scoglio e sulla statua a forma di lumaca, sono stati effettuati principalmente interventi di pulitura, al fine di migliorare la leggibilità e la fruizione dell’opera stessa.
Le croste nere accumulatesi col tempo a causa degli agenti atmosferici inquinanti sono state rimosse mediante diversi cicli di impacchi in polpa di cellulosa di carbonato alternati a risciacqui continui con acqua a bassa pressione. Anche gli strati emersi di calcare duro sono stati inizialmente rimossi tramite gli stessi impacchi di carbonato di ammonio mediante polpa di cellulosa, due cicli ripetuti e successivo risciacquo con acqua a bassa pressione, e successivamente con impacchi con acido acetico in polpa di cellulosa. Le diverse frattura/fessure/mancanze presenti sono state ripristinate mediante stuccature con malte a base di inerti lapidei compatibili e di colore idoneo e tutte le superfici sono state in fine trattate con impacchi localizzati per l’inibizione di attacchi biodeterogeni.
Gli interventi sulla vasca in pietra vulcanica hanno riguardato innanzitutto il consolidamento mediante riempimento inorganico delle parti decoese, al fine di garantire una maggiore resistenza ai processi di alterazione e ridare maggiore consistenza meccanica al manufatto.
I fenomeni di degrado all’interno della vasca sono stati rimossi manualmente con bisturi e microablatore, e nei casi di residui di ferro, con micro-trapano a velocità variabile. La patina di colore bruno rosso all’esterno della vasca, è stata successivamente rimossa mediante interventi di pulitura con impacchi in polpa di cellulosa con carbonato di ammonio e bicarbonato di ammonio in soluzione satura. Le superfici finali sono state trattate con un polimero paraffinico che non si altera per l’azione atmosferici e della luce del sole e che non altera il colore della pietra.

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