TORRI DEL CARMINE

DESCRIZIONE

GUADO DEL CARMINE
Il Vado del Carmine fu costruito nel 1748 durante i lavori promossi da Carlo III di Borbone per la costruzione di via Marina.
Spesso confuso con la più antica e demolita porta del Carmine che sorgeva tra l’attuale via del Carmine e la piazzetta Pepe, questo monumento settecentesco inaugurò una serie di interventi urbanistici che dal 1743 portarono, fino ai nostri giorni, ad una serie di cambiamenti e stravolgimenti urbani che modificarono totalmente la natura dell’area.
I due pilastri in fasce di piperno e pietra di Bellona sorsero in sostituzione della porta della Conceria e costituivano l’unico accesso meridionale alla piazza del Carmine.

TORRE BRAVA e SPINELLA
Sulla via Marina sono presenti due delle torri che facevano parte del demolito Castello del Carmine e della cinta muraria aragonese della città di Napoli: la Torre Brava e la Torre Spinella, entrambe a pianta circolare con una struttura massiva interna in muratura portante in conci di tufo giallo legati parzialmente da malta di calce, caratterizzate nell'interno da piccoli ambienti interni su distinti livelli e da un rivestimento esterno in piperno e in basalto vulcanico che conferiscono un colore grigio scuro alla facciata.

UBICAZIONE

Via Marina

ATTRATTIVITÀ

Alta

LAVORI

04/2014 –– 02/2020

RESTAURO

Per quanto riguarda le operazioni di restauro dei materiali lapidei queste si sono svolte seguendo le quattro fasi di preconsolidamento, pulitura, consolidamento e protezione finale, previa bonifica dei fossati con l’impiego di una ditta specializzata alla rimozione dei rifiuti e la disinfestazione con asportazione di piante ed erbacce.
Le continue frequentazioni e intrusioni da parte dei tossicodipendenti e clochard rendono necessario presidiare l’area con guardiania H24.
La rimozione di terriccio, polveri e guano è avvenuta tramite lavaggio con acqua nebulizzata, al fine di migliorare la leggibilità e la fruibilità dell’opera stessa. La rimozione dei depositi superficiali coerenti, incrostazioni e macchie solubili è avvenuta attraverso l’applicazione di un detergente, lavaggio con acqua deionizzata e utilizzo di spazzole morbide.
Sono state rimosse tutte quelle stuccature cementizie deturpanti realizzate durante lo smontaggio e rimontaggio del manufatto avvenuto degli anni ‘50. Si è intervenuto sull’estesa superficie sigillando le numerose cavità che potrebbero causare l’insorgere di fenomeni di degrado, il deposito di terriccio e l’insorgere di vegetazione infestante.
A seguito della sentenza del TAR sono state sospese tutte le lavorazioni.

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